INTERVISTA A GABRIELLA ROGANTI

 Informazioni generali

Nome e cognome dell’intervistato: Gabriella Roganti

In qualità di: Responsabile Organizzativo della Galleria Civica di Modena

Titolo del progetto in oggetto: La Cornice e lo Specchio/4 Ciclo di laboratori di Arteterapia

Località di svolgimento del progetto: Galleria Civica di Modena

  1. Descriva il progetto nelle sue modalità di svolgimento in termini di luoghi, tempi e utenza.

  2. Quali sono i mediatori artistici utilizzati per lo svolgimento del progetto?

  3. Descriva il progetto nei suoi obiettivi a livello dell’utente e del contesto.

  4. In che modo il mediatore artistico può raggiungere gli obiettivi programmati?

  5. Descriva il progetto nelle sue metodologie e applicazioni specifiche.

  6. Ritiene che ci siano dei vantaggi specifici nell’uso dei mediatori artistici rispetto ad altre metodologie in questo contesto di applicazione? Quali?

  7. In che modo l’intervento artistico in oggetto si articola e comunica con il contesto in cui avviene? In che modo può produrne modificazioni positive?

  8. Secondo quali criteri vengono scelti gli utenti partecipanti al progetto?

  9. Secondo quali criteri vengono scelti gli operatori che lavorano al progetto?

  10. Ci sono altre figure che utilizzano mediatori artistici nella struttura presso la quale lavora?

  11. La sua prestazione è stata richiesta dalla struttura? Se no, come questa ne è venuta a conoscenza?

  12. Avevano già avuto esperienze precedenti di artiterapie in quella struttura?

14. Che tipo di risonanza, accoglienza ha la sua attività all’interno della struttura rispetto ai colleghi, operatori, dirigenza?

15. Quali sono i parametri di valutazione dell’efficacia dell’intervento?

16. In che modo e da quale ente viene finanziato il progetto?

  1. Quali sono i possibili sviluppi del progetto?

RISPOSTE

2La Galleria Civica di Modena dal 2005 promuove  cicli stagionali di laboratori espressivi di Arte Terapia dal titolo La Cornice e lo Specchio, condotti da Carlo Coppelli, esperto, docente e arte terapeuta.
Il calendario degli appuntamenti (variabili da 5 a 7 per ciclo) segue la programmazione indirizzata all’arte contemporanea del museo modenese, con appuntamenti articolati da ottobre a maggio.
I laboratori, che si rivolgono ad un pubblico adulto, sono indirizzati agli utenti della Galleria Civica di Modena, ad insegnanti ed operatori, e, in generale, a tutti coloro che sono interessati all’arte come comunicazione tra sè e gli altri. L’esperienza è composta da un modulo di intervento di due ore e mezza, comprensivo della visita guidata alla mostra, dell’attivazione espressiva e di un feed-back conclusivo, della durata di mezzora.

Il laboratorio è a pagamento (tariffa base per ogni appuntamento o con carnet per l’intero ciclo). L’inizio dei laboratori è fissato nelle prime ore del pomeriggio, di lunedì, quando la mostra è chiusa, nelle sedi o della Palazzina dei Giardini o di Palazzo Santa Margherita.

3 – Mediatori artistici: Carlo Coppelli: esperto arteterapeuta che elabora i contenuti, organizza e gestisce i laboratori; la Galleria Civica in quanto istituzione che mette a disposizione la propria sede e le proprie professionalità (accoglienza, assistenza all’esperto, visita guidata, produzione materiale informativo/comunicazione, occasione espositiva); indirettamente gli artisti cui sono dedicate le mostre, con le loro opere e i contenuti/temi da esse suggeriti.

4 – Obiettivi a livello dell’utente: avvicinare il pubblico ad una fruizione partecipata dell’opera d’arte contemporanea; Obiettivi a livello del contesto: Offrire un’occasione laboratoriale anche ad un pubblico adulto, nei musei italiani spesso escluso da esperienze di questo tipo.

5 – Cercando di offrire ai partecipanti un servizio stimolante e soddisfacente

6 – Gli incontri, della durata di circa 3 ore ciascuno, hanno luogo il lunedì pomeriggio, giorno di chiusura settimanale delle mostre, in modo che il gruppo (circa 15-20 persone) possa liberamente dialogare, appropriarsi degli spazi, interagire con le opere senza disturbare ed essere disturbato. Ad un primo momento di presentazione individuale segue, con la guida dell’esperto, un lavoro di approfondimento, che può avvalersi anche di un supporto sonoro o visivo, nonché di letture di brani critici/letterari/ teatrali, su temi, spunti, riferimenti derivanti dal contesto socio-culturale in cui la mostra si inserisce e dalla visione, singolarmente fruita, di alcune opere esposte. Quindi i partecipanti sono invitati a elaborare, ciascuno secondo il proprio stato interiore e senza ovviamente alcun intento artistico, gli stimoli ricevuti, traducendoli in immagini e forme, utilizzando i materiali messi a disposizione: carte, cartoncini, pennelli, colori, matite, forbici, foto, colle, oggetti di recupero tra i più vari.

Quanto realizzato, poi, diviene occasione e spunto per un racconto/confronto, in modo da condividere con gli altri le riflessioni/sensazioni suscitate dalla partecipazione all’esperienza e dalla realizzazione dell’elaborato espressivo. Il gruppo, infine, viene invitato a seguire una visita guidata alla mostra: i temi emersi dapprima spontaneamente, vengono ora approfonditi alla luce di una lettura storico-artistica delle opere, così da ricondurre gli esiti eccellenti della produzione di un artista o dei rappresentanti di una corrente ad un momento di esperienza comune, ad un frammento del proprio vissuto.

Aggiunge Carlo Coppelli:

In definitiva, viene a ribaltarsi una diffusa convinzione che tende a vedere l’immagine prefissata come qualcosa che possa “influenzare” l’utente,(come se fosse possibile realmente la predisposizione di un “setting neutro”…) e quindi possa ostacolarne l’introspezione più autentica. In questo gioco,invece, si ammette, anzi si cerca il rispecchiamento con forme fatte da altri.

7 – Non essendoci all’interno della struttura figure professionali adeguate, risulta fondamentale avvalersi di un esperto in arteterapia, di provata esperienza.

8 – Permette un dialogo più vicino con e tra gli utenti delle mostre ; offre un servizio “inedito” al pubblico adulto; dà un intrinseco valore aggiunto alle attività dell’Istituto.

9 – La comunicazione (diversi canali: news letter, comunicati stampa, cartoline/inviti) viene in gran parte inviata a tutto il pubblico della Galleria Civica, quindi ad un’utenza già potenzialmente interessata all’arte nella sua più ampia accezione. La partecipazione è su prenotazione.

10 – Esperti del settore, oltre al supporto di personale interno/esterno particolarmente motivato (anche stagisti)

11 – No

12 – Il responsabile della Galleria Civica è entrata in contatto con l’arteterapeuta Coppelli in occasione di un convegno e da lì è nata l’idea di applicare questo tipo di esperienza all’interno della programmazione di un museo

13 – No

14 – Risponde Carlo Coppelli: Analoghi contatti si erano creati con gli operatori AUSL in merito alla loro partecipazione a seminari, incontri, convegni, permettendo di avere le basi per l’attuale rapporto di fiducia.

15 – il numero dei partecipanti; l’indice di gradimento desunto da un questionario finale

16 – Per la parte organizzativa provvede la Galleria Civica del Comune di Modena, all’interno dei propri capitoli di spesa sulle attività; l’intervento dell’esperto si autofinanzia attraverso la quota richiesta a ciascun partecipante..

17 – Trovare formule e modalità nuove che rinnovino di anno in anno la proposta.

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