Da un articolo pubblicato sul Corriere della Sera On-Line:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/arte_e_cultura/11_dicembre_5/teatro-regina-coeli-sovraffollamento-carceri-1902429114711.shtml
Lunedì 5 dicembre è andato in scena presso la Rotonda della Casa Circondariale di Regina Coeli lo spettacolo teatrale “24 gennaio 1944, la fuga da Regina Coeli di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat”. L’intento della rappresentazione non si limita alla rievocazione storica di eventi ma racchiude una riflessione sulla funzione della Polizia Penitenziaria e della sua importanza nel processo di detenzione, che dovrebbe essere sempre orientato alla rieducazione.
Il ruolo degli agenti penitenziari è spesso dibattuto, e nel 2010 fu oggetto di un convegno, organizzato sempre a Regina Coeli dal Centro Studi Cappella Orsini, dal titolo “L’emergenza sanitaria nei penitenziari italiani a 18 mesi dall’entrata in vigore della legge”.
Considerando che il sovraffollamento negli istituti penitenziari raggiunge quasi 23000 persone rispetto alla capienza massima, è semplice immaginare le condizioni di emergenza in cui versano questi luoghi. Gli agenti vivono le stesse condizioni di degrado allo stesso modo dei detenuti, e negli ultimi anni sono stati colpiti maggiormente da malattie infettive come la scabbia, l’epatite e la tubercolosi. L’enorme disagio causato da questa condizione ha portato anche a gesti estremi, come il suicidio di un ispettore capo nel mese di ottobre 2011.
Questo grave evento è un altro indicatore dell’importanza e l’urgenza di fornire sostegno psicologico al personale di Polizia Penitenziaria, che rischia, di essere oggetto del sovraccarico emotivo causato dalle condizioni ambientali in cui anche gli agenti vivono una situazione di restrizione della libertà, al pari dei detenuti.
Il teatro, in quest’occasione, diviene ancora una volta un mezzo di comunicazione efficace per porre l’accento su problemi e disagi all’interno delle istituzioni.
Daniela Abbrescia


