Arti Terapie: Applicazioni nella relazione d’aiuto-Abstract

ADOLESCENTI ANORESSICHE OSPEDALIZZATE E IL CONTRIBUTO DELL’ARTE TERAPIA INDIVIDUALE PER FACILITARE UN’ALLEANZA TERAPEUTICA

di Annamaria Del Curatolo, Sandra Maestro e Paola Luzzatto

Abstract

Non è facile formare un’alleanza terapeutica con adolescenti anoressiche, che spesso rimangono silenziose e chiuse al cambiamento. Questo articolo riferisce su una esperienza di arte terapia breve con adolescenti anoressiche durante il loro ricovero in una Clinica per Disturbi Alimentari per bambini e adolescenti (Pisa). Durante la prima seduta di arte terapia individuale le adolescenti hanno fatto immagini che – in diversi modi – erano metafore negative e rigide: situazioni dove si trovavano sole, impaurite, arrabbiate, immobilizzate o imprigionate e “nessun cambiamento era possibile”. L’articolo riporta tre casi in dettaglio, in cui descriviamo le immagini della prima seduta e la risposta dell’arte terapeuta basata su una modalità non-giudicante e contemplativa. Questa metodologia ha facilitato un’alleanza terapeutica; nelle sedute seguenti le pazienti hanno collegato il livello simbolico con il livello di vita reale ed hanno creato nuove metafore, più aperte e flessibili. Si auspica un uso più sistematico dell’arte terapia individuale nelle cliniche per adolescenti anoressiche.

It is not easy to establish a therapeutic alliance with anorexic adolescents, as they often remain silent and are closed to the idea of change.  This paper reports on a short-term art therapy work with hospitalized anorexic adolescents in a Clinic for Child and Adolescent Eating Disorders (Pisa, Italy). During the first individual art therapy session the adolescents have made an image, which was – in different ways – a metaphor of a situation where they were stuck or imprisoned, and “change was not possible”. The paper describes the images made by three patients in the first sessions and the response of the art therapist based on a non-judgemental contemplative approach. This methodology created a therapeutic alliance and in the following sessions the patients connected the symbolic level with real life level and created new metaphors, which were more flexible and open to change. Individual Art Therapy could be used in a more systematic way in the clinics for anorexic adolescents.

 

TRAUMA COLLETTIVO TRA VISIBILE E SOMMERSO. RESOCONTO DI UN’ESPERIENZA PSICODRAMMATICA

Florenza Inzerillo, Rossella Chifari, Paola Cavani, Crocetta Minneci

Abstract

Abitiamo un tempo in cui, tra drammi visibili e sommersi, il trauma collettivo si impone come uno degli organizzatori psicopatologici che fra vecchie e nuove caratteristiche segna ferite psichiche e (de-) forma lo spazio sociale. Le guerre apparentemente straniere che sbarcano con i migranti o rimangono sommerse nel mare, il dramma di chi denuncia la criminalità organizzata: conflitti e lacerazione visibili e sommerse che generano sofferenze psichiche in grado di organizzare l’identità individuale e collettiva intorno a esperienze e vissuti traumatici che inevitabilmente si depositano nell’inconscio collettivo. Il presente articolo vuole presentare l’esperienza di psicodramma svoltosi a Palermo nel mese di Aprile con la presenza del Professore Maurizio Gasseau. Attraverso diversi spunti teorici e con il gruppo esperienziale di psicodramma condotto dal Professore Gasseau, si è visto come lo psicodramma si configura come lo spazio trasformativo attraverso cui pensare ed elaborare simbolicamente il trauma collettivo.

We live a time when, between visible and submerged dramas, the collective trauma stands out as one of psychopathological organizers who, between old and new features, marks psychic wounds and (de-) form the social space. The seemingly foreign wars landing with migrants or remain submerged in the sea, those who report the drama organized crime: conflict and tear visible and submerged that generate emotional suffering can organize individual and collective identities around experiences and experiences traumatic which inevitably they are deposited in the collective unconscious. This article aims to present the experience of psychodrama held in Palermo in April with the presence of Professor Maurizio Gasseau. Through various theoretical ideas and experiential psychodrama group led by Professor Gasseau, he saw how psychodrama is configured as a transformative space through which to think symbolically and process the collective trauma.

 

ARTITERAPIE: TECNICHE GRAFICO-PITTORICHE, POTENZIALITÀ E SVILUPPO DELLA CREATIVITÀ

Stefania Giovino e Accursio Gennaro

Abstract

Lo scopo di questo studio è di caratterizzare la valenza metodologica e progettuale delle tecniche grafico-pittoriche finalizzate a sviluppare le potenzialità e le risorse individuali, soggettive e intersoggettive. In questo senso l’analisi delle tecniche grafico-pittoriche si rivela necessaria per comprendere una risorsa fondamentale della personalità: il processo creativo secondo la prospettiva di Donald Winnicott. A questo scopo viene evidenziata l’attivazione delle diverse potenzialità che vengono permeate dallo spazio intermedio di esperienza in cui si esprimono gli oggetti transizionali e sopratutto i fenomeni transizionali. In questo modo le tecniche grafico-pittoriche già utili per costruire processi di adattamento e di maggiore fiducia individuale, integrate con la teoria clinica di Winnicott, contribuiscono a valorizzare il senso del Sé tra essere e fare, tra transizione, esitazione, uso dell’oggetto e del reale.

 

L’OGGETTO ARTISTICO IN ARTE TERAPIA TRA IMMAGINE E AZIONE PERFORMATIVA

Mona Lisa Tina

Abstract

L’articolo desidera analizzare la funzione dell’oggetto artistico all’interno della relazione d’aiuto in arte terapia. Vengono fatte alcune considerazioni sulla presenza e l’importanza dei materiali artistici più “tradizionali” e su quelli più specifici del linguaggio estetico della contemporaneità come strumenti di stimolazione del processo creativo. Si propone una riflessione sul significato profondo del prodotto artistico anche attraverso il pensiero della psicologia della Gestalt, per sostenere una lettura dell’opera che non è mai una banale interpretazione degli elementi che la compongono, in quanto essa rappresenta un intreccio di espressioni simboliche e manifeste dell’autore, sia che si tratti di un paziente, sia che si tratti di un artista o di tutte e due le istanze insieme.

The article wants to analyze the function of the artistic object within the helping relationship in art therapy. Some remarks are made on both the presence and importance of more “traditional” art materials and those more specific of aesthetic language of contemporaneity as stimulation tools of the creative process. A reflection on the deep meaning of the art product is proposed, also through the Gestalt psycology, in order to support a reading of the work which is never an obvious or trivial interpretation of its elements, as it represents a plot of symbolic and evident expressions of the author, whether he is a patient, an artist or both at the same time.

 

“I COLORI DELL’ASCOLTO”. UN LABOATORIO ESPRESSIVO NEL SERVIZIO ONCOLOGICO OSPEDALIERO

Letizia Nicolini

Abstract

Il lavoro si propone di raccontare e riflettere sull’esperienza di un laboratorio espressivo effettuato presso un Servizio Oncologico Ospedaliero e rivolto ai pazienti oncologici ed ai loro familiari.

Vengono evidenziati gli elementi caratterizzanti (la flessibilità, il setting, la funzione materna, il gruppo, il silenzio, il distanziamento e la condivisione) alla luce sia del modello al quale ci si è ispirati che delle peculiarità organizzative.

Successivamente si analizzano i diversi tipi di immagini portate dai pazienti e viene dato spazio al commento e alla riflessione su alcune di esse.

Infine vengono portate le riflessioni critiche sull’esperienza.

 

The pourpose of this paper is to describe and reflect about the experience of an expressive laboratory carried out in a Hospital Oncology Service and adressed to oncological patients and their families.

This work highlights the key features (as: the flexibility, the setting, the maternal function, the group, silence, distancing and sharing ) in the light of the model, to which it is inspired, and of organizational characteristics.

Then the article analyses the different types of images brought by patients and reports commentary and reflection on some of them.

The work ends with some critical reflections on the experience.

 

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giugno 15, 2017 - La Rivista - no comments