Category Archives: foto-videoterapia

Arte contro

Di Silvia Adiutori

Il 23 marzo scorso si è concluso, con la premiazione dei vincitori,  il Concorso di Amnesty International che in questa IV edizione ha proposto il tema “Diverso da chi? Suoni, parole e immagini della discriminazione in Italia”, all’interno della campagna “Per un’Europa senza discriminazione”.  La campagna di informazione e di richiesta di intervento a governi, istituzioni e semplici cittadini si lega all’evidenza che ancora oggi, in Europa, milioni di persone vivono in condizioni di esclusione sociale, povertà, emarginazione, violenza, nella completa negazione dei propri diritti umani.

Primo festival di fotogiornalismo del municipio IX

imagesdedicato a LUISA DI GAETANO e GABRIELLA MERCADINI

Si è inaugurato a Roma Il Festival di Fotogiornalismo, promosso e sostenuto dal IX Municipio di Roma, concepito da Gianni Pinnizzotto e organizzato dall’ Associazione Graffiti, specializzata in formazione fotogiornalistica, si realizzerà in collaborazione con Trust e si svolgerà, nella sua prima edizione, fino al 20 Aprile 2013.

Obiettivo del Festival è da una parte quello di far conoscere lo straordinario mondo della fotografia attraverso gli scatti di grandi professionisti, dall’altra quello di dare la possibilità a tutti i cittadine e le cittadine del nostro territorio e non solo, di approcciare o esprimersi, in prima persona, attraverso la partecipazione a un concorso fotografico.

Il Festival, nella sua prima edizione, è dedicato a due grandi fotogiornaliste recentemente scomparse: LUISA DI GAETANO e GABRIELLA MERCADINI entrambe profondamente impegnate in ambito sociale e in particolar modo sui diritti delle donne.

Lo Sguardo e l’Azione: l’intervista completa e una recensione del libro

A cura di Pierluca Santoro

Mi è capitato molto spesso di pensare che la “sedia vuota”, oltre che una tecnica psicoterapeutica, potesse essere presa come metafora della riluttanza con cui il gestaltista o l’arte-terapeuta si pone di fronte alla scrittura. Il valore dato all’esperienza, intesa come globalità dell’agire terapeutico e formativo, e al lavoro sulle emozioni come cardine filosofico e pragmatico della fenomenologia tecnologica gestaltista e arte-terapeutica in generale, è come se ponesse la teoria su uno sfondo concettuale solo di rado evidenziato in primo piano. Nulla esce dalla relazione dialogica tra due individui, la parola perde di valore se non comunicata empaticamente. In questo senso, anche la didattica soffre dello stesso limite e di conseguenza diventa, se non raro, quantomeno difficile trovare nelle librerie un buon libro di arte-terapia ad orientamento gestaltico. E, attenzione, non è un problema di erudizione, o di mancanza di interesse nei confronti della scrittura tout court, almeno nella maggior parte dei casi, ma la risultante di un atteggiamento fondamentalmente centrato sul rapporto umano e sul qui e ora della relazione che sulla carta perderebbe tutto il proprio vissuto pragmatico. È inevitabile pensare invece che un libro si ponga per definizione in un contesto “lì e allora” e che il gestaltista vero, o il counsellor, si senta come uno straniero in terra straniera. Se vogliamo, anche la critica stessa che si fa della psicanalisi e dei suoi modelli teorici da un punto di vista epistemologico può essere inserita nella prospettiva di contrasto che si genera tra un approccio basato sull’esperienza, la gestalt appunto, ed uno basato sull’interpretare, vero giardino dell’Eden della parola scritta. È evidente la mole di contributi letterari prodotti in altri contesti psicoterapeutici che vanno da quello cognitivo-comportamentale a quello sistemico-relazionale. Gli unici contributi di un certo rilievo che solo di recente riescono a imporsi all’attenzione anche in ambito gestaltico, sono invece quelli generati dall’uso dell’arte-terapia. Come mai? Perché si trova più interessante spostare l’asse dell’elaborazione concettuale sui mediatori artistici piuttosto che sui concetti e le tecniche di una psicoterapia quantomai viva e prolifica di pratiche eterogenee?

La videomicroanalisi come strumento terapeutico

Articolo pubblicato sulla rivista Artiterapie, N 9/10, 2004
Homero Vigevani e Cecilia Waldekranz

La videomicroanalisiterapia è uno strumento mutuato dalle ricerche sullo sviluppo infantile e, sebbene abbia un nome complicato, è in realtà qualcosa di molto semplice. Per capire di cosa si tratta dobbiamo prima fare un tuffo nell’“infant research”, che è il nostro sfondo teorico, per poi illustrare brevemente la metodologia. “L’infant Research” è quella branca della psicologia che si occupa dello studio e della ricerca sullo sviluppo infantile.

Le visioni della memoria

Un intervento di counselling a mediazione Arte Video terapeutica
Oliviero Rossi
Psicologo, psicoterapeuta
Direttore Istituto di Psicoterapia della Gestalt Espressiva