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Le nuove arti terapie. Percorsi nella relazione di aiuto.

1250.213A cura di: Anna Maria Acocella, Oliviero Rossi

Contributi: Anna Maria Acocella, Silvia Adiutori, Fernando Battista, Franco Bonsante, Carlo Coppelli, Stefano Federici, Stefano Ferrari, Marika Massara, Fabio Meloni, Walter Orioli, Fabio Piccini, Cristiano Pinto, Silvia Ragni, Oliviero Rossi, Mariella Sassone, Gianluca Taddei, Caterina Terzi

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Presentazione del volume

L’arte terapia ha bisogno di arte terapeuti e gli arte terapeuti hanno bisogno di formazione. L’idea di un manuale di arti terapie nasce dall’esigenza, avvertita nei diversi ambiti applicativi del corpus disciplinare, di strutturare e formalizzare una quantità di contributi teorici, tecnici e metodologici che è rigogliosamente – ma spesso disordinatamente – fiorita nel corso dell’ultimo decennio.

Praticelli in fiore

Di Virgilio Sieni

In scena la poesia del gesto, l’espressione intensa che si fonde in una coreografia essenziale ed intensa, che veicola emozioni profonde.
Signore sopra i 65 anni, che forse mai nella loro vita avevano calcato un palcoscenico, si trovano ad “abitare” uno spazio che da fisico diventa metaforico: a piedi nudi, un corpo vissuto e proposto con dignità, fierezza, con la forza della normalità e della vita che vi ha lasciato i suoi segni e la sua esperienza.
Ne sei catturato sin dai primi momenti e lo spazio-tempo si trasforma e diventa quello della narrazione: l’intensità delle espressioni, gesti, sguardi, la relazione che da fisica si fa simbolica ti porta ipnoticamente dentro. Le storie che queste signore intrecciano tra di loro diventano un racconto, nel quale ognuno può proiettare ciò che vuole, con l’allusività di una musica presente, continua ma discreta ed evocatrice.

Artiterapie: Roma 9-10 novembre-Recensione del convegno

Si è rinnovato il 9 e 10 novembre, l’appuntamento annuale con il Convegno Le Trame dello sguardo 3.0, giunto alla sua terza edizione, organizzato dalla Rivista Nuove Arti Terapie e dall’Associazione Europea per le Artiterapie, ospitato anche quest’anno, nella prestigiosa sede dell’Auditorium della Pontificia Università Antonianum. Il Convegno è stato un’occasione d’incontro e confronto su due tematiche, La relazione come cura e Immagini e narrazioni di sé, elaborate in due giornate dense di riflessioni e di testimonianze.

La prima giornata dal titolo La relazione come cura è stata dedicata alla riflessione e allo scambio di esperienze inerenti al tema dell’importanza della relazione come vero e proprio strumento terapeutico, sia nell’ambito della malattia organica che nell’ambito del disagio psicologico. Ci è sembrato particolarmente interessante e stimolante la riflessione, che ha fatto da sfondo a tutti gli interventi: quale dovrebbe essere il tipo di relazione che si può intendere come terapeutica, come portatrice di qualcosa di buono per sé e per l’altro… ?

Ogni relatore ha presentato riflessioni, esperienze, studi che hanno delineato, nonostante la diversità degli approcci e dei punti di vista, una strada che è sembrata comune: la relazione intesa come strumento di cura deve avere delle caratteristiche precise, delle qualità specifiche, ovvero non coincide solo con la volontà di aiutare l’altro, o con il semplice contatto o il trovarsi a condividere uno stesso spazio (per esempio uno spazio di cura come un ospedale). Non può essere quindi improvvisata, piuttosto richiede un percorso di conoscenza e consapevolezza di sé, dell’incontro con l’altro e delle possibilità relazionali che possono essere messe in gioco nello spazio di questo incontro.

Artiterapie: Perugia 18 Ottobre – Recensione del convegno

Il 18 ottobre scorso, nella splendida cornice di una grande istituzione di livello culturale e internazionale quale l’Università per stranieri di Perugia, promosso dalla nuova associazione europea per le Artiterapie e la rivista nuove Artiterapie, si è tenuto il convegno Artiterapie: creatività e relazione d’aiuto.
Sono intervenuti:
Prof. Stefania Giannini, Prof. Norberto Cacciaglia, Prof. Emilio Gattico, Prof. Stefano Federici, Prof. Stefano Ferrari, Dott. Aldo Stella, Dott. Alexander Lommatzsch, Dott.ssa Anna Maria Acocella, Dott. Oliviero Rossi, Dott.ssa Silvia Ragni.
L’incontro e il confronto, ricco, stimolante e suggestivo, si è concluso con le note del maestro Stefano Ragni (di cui riportiamo un breve contributo video) che hanno restituito e ricreato il filo comune dei diversi interventi.Qual è la differenza fra un musicista… pittore… terapeuta ecc… e l’artista? Il musicista suona un brano musicale, l’artista mentre suona, Crea musica!“
Grazie ai relatori, ai partecipanti, alla splendida città che ci ha accolto e all’Università per Stranieri che ci ha patrocinato e ospitato.

Una grandissima affluenza di pubblico ha caratterizzato l’ inizio del convegno “Artiterapie: creatività e relazione d’ aiuto” che si è tenuto a Perugia, all’ Università per stranieri il 18 ottobre.

A memoria d’uomo

Le immagini e la riscoperta dei film familiari: condivisione di un’esperienza

di Daniela Abbrescia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A MEMORIA D’UOMO è l’iniziativa che nel 2010 porta, per la prima volta porta nel sud Italia, precisamente a Bari, nello spazio tuttora chiuso della Mediateca Regionale, un evento di scala internazionale come l’Home Movie Day – Giornata del Film di Famiglia, grazie al sostegno di Home Movies – Archivio Nazionale del Cinema di Famiglia con sede a Bologna. Insieme a questo partner convergono in questa iniziativa diversi contributi sia di associazioni regionali sia di istituzioni già sorte nel resto del paese, quali la Banca della Memoria MEMORO di Torino, la Mediateca delle Marche, la Mediateca Provinciale di Matera e altre ancora. L’associazione proponente (la TRANSTV di Bari) ha infatti messo in atto una rete che nell’aprile 2010 si incontra a Lecce durante il 12° Festival del Cinema Europeo con i maggiori istituti di conservazione del cinema e dell’audiovisivo e i protagonisti della messa in rete e digitalizzazione di contenuti mass mediali. In questa cornice si colloca l’interesse per il cinema a passo ridotto. Durante il Festival è stato anche presentato in anteprima il primo film a noi conosciuto del cinema pugliese, Idillio Infranto, del 1931, nella sua nuova versione digitale curata dalla Cineteca Nazionale e della Teca del Mediterraneo con lo sponsor del Club delle Imprese per la Cultura della Confindustria di Bari. Quasi simbolicamente il curatore del restauro, Angelo Amoroso d’Aragona, consegna alla conservatrice dell’Archivio del Cinema di Famiglia di Bologna una piccola pellicola contenuta in un pacchetto di mentine che è stato ritrovato insieme al film restaurato. La pellicola è una Pathé Baby, un antesignano del più famoso Super8, distribuito negli anni ’20 e presto scomparso dal mercato. Una pellicola grande appena 9 mm e ½ e con una perforazione al centro e non ai lati, tra un fotogramma e un altro. Contiene immagini familiari dell’autore del film e testimonia la sua passione per la fotografia. Dentro vi sono immagini preziose sia per la ricerca sul film restaurato sia per il loro contenuto: testimonianze uniche della vita sociale in un piccolo paese della murgia pugliese. Sono questi i primi passi di un interesse verso il cinema familiare a passo ridotto. Quello che l’industria proponeva per dilettarsi a fare il cinema in casa e che negli anni ottanta del secolo scorso sarà sostituito dalle videocassette. Non è un caso che una di queste cassette si chiamasse video8.