|
Arte terapia
News internazionali
ARTE TERAPIA IN ARABIA SAUDITA
La terapia può “curare” il terrorismo?
L’Arabia Saudita usa l’approccio creativo per riformare i giovani Jihadis
Riassunto dell’articolo
di Nancy Durham 2008
A cura di Giulia Basili
È in corso in Arabia Saudita uno straordinario esperimento: negli ultimi due anni il Ministero degli Interni sta tentando di riabilitare i terroristi attraverso il counselling psicologico e l’arte terapia.
Ex terroristi della Jihad sono ammessi per il programma di due mesi, una volta completato il tempo nel carcere per i reati da loro commessi e superato gli esami, che confermino la loro volontà di cambiare il loro punto di vista. In genere si tratta di ribelli iracheni, o persone catturate nelle zone di conflitto come in Iraq o Afghanistan.
Il programma viene eseguito in una località nel deserto a mezz’ora a nord di Riyadh, la capitale saudita.
Il lavoro si svolge all’interno di un agglomerato di edifici in cemento armato dove ex-jihadis circolano liberamente, chattando tra loro o telefonando a casa. Dispongono anche di piscina, ping pong e un campo di pallavolo. Il centro è modesto e limitato negli spazi.
Lavora al progetto il Dr. Alyami, arte terapeuta; al momento sta lavorando con 8 detenuti cercando di stimolarli a mettere i propri sentimenti in immagini, di far venir fuori l’energia negativa e metterla sulla carta, unico spazio sicuro. Davanti a loro matite colorate, pastelli e fogli. Si cerca con l’arte terapia di far emergere ed esprimere la loro rabbia sulla carta, piuttosto che essa agisca su di loro, ad esempio facendone degli attentatori suicidi. Il terapeuta dipinge anche lui in modo vigoroso dei tratti rossi sulla carta, mostrando come anche lui esprima le sue emozioni negative. Inizialmente era riluttante al lavoro, aveva paura di rappresaglie, poi si è reso conto che queste persone erano come bambini, usati come i loro stessi strumenti di morte.
Uno dei detenuti mostra la sua tela tinta di intensi toni porpora e rosso. Sorride e racconta come il rosso rappresenti la sua energia negativa, e simboleggi un luogo dove non ritornerà mai: Siria. Vi si era recato per aderire all’insurrezione in Iraq. È stato poi arrestato tornando in Arabia Saudita. Il terapeuta è sorpreso di come l’arte abbia svolto funzione curativa in questa stanza di giovani uomini, che alcuni mesi prima avrebbero fatto saltare in aria un Picasso mentre ora cercano di dipingere come lui.
Il Dr. Alyami cerca di non usare quasi mai la parola “arte” in questo ambito. In arabo la parola “arte” non significa solo pittura o disegno, ma anche ballo o canto e altre cose, in somma ha anche una connotazione negativa per alcuni. Ci vuole ancora del tempo prima che le attività creative siano accettate.
I quadri prodotti nella sessione precedente mostrano paesaggi colorati; molti sono i riferimenti al Corano e al territorio saudita.
Da questo reportage si evince un grande impegno da parte di tutti in questo centro di riabilitazione. Nonostante i controlli rigorosi la troupe ha potuto filmare ogni cosa.
www.cbc.ca/news
|