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ARTE TERAPIA E DISTURBI ALIMENTARI PDF Stampa E-mail
martedì 07 aprile 2009
 

U.S.A.

Filadelfia

Immagine del corpo e arte terapia

di R. Rovner

A cura di Giulia Basili

Riassunto dell’articolo

Le donne che frequentano l’Art Studio di S. Rosenberg creano dipinti e disegni con grande varietà di materiali: pastelli, acrilici, matite colorate, acquarelli e anche argilla per modellare. Le loro immagini però sono spesso inquietanti: cuori spezzati, bocche cucite, figure in posizione fetale, persone in gabbia o imprigionate, un mostro dentro ad una figura femminile. In questo atelier la terapeuta S. Rosenberg è abituata a vedere cose simili, perché si tratta di una trainer atipica: è un’arte terapeuta che lavora con le donne presso il centro Renfrew per i disturbi alimentari a Roxborough. Questo centro residenziale è stato fondato nel 1985 per il trattamento degli adolescenti e degli adulti con disturbi alimentari. L’arte terapia è uno dei programmi offerti durante il trattamento. Ogni settimana vengono proposti dei laboratori e delle sessioni individuali. I partecipanti hanno seri disturbi alimentari, come l’anoressia, bulimia e alimentazione compulsiva. Spesso si tratta anche di reduci da traumi e abusi e di donne auto-mutilate (graffi, tagli e bruciature). In molti casi il disegno e la pittura sono stati utili e illuminanti. Le donne che vengono in questo centro cercano di scoprire cosa c’è dietro ai loro disturbi alimentari, spesso prodotti per far fronte allo stress. Il corpo viene utilizzato come mezzo principale di espressione dei sentimenti e la terapeuta cerca di aiutare queste donne ad esprimerli attraverso l’arte e non attraverso i disordini alimentari. Mettere su carta i propri sentimenti aiuta anche a creare una distanza e a vedere meglio le proprie questioni. Viene portato il caso di una giovane anoressica, con auto-mutilazioni (che spesso accompagnano i disturbi alimentari) la quale per mostrare il suo stato d’animo aveva dipinto una giovane donna emaciata con tagli e lividi su tutto il corpo. Quando la terapeuta le aveva chiesto di cosa avesse bisogno questa giovane, e di aggiungerlo al dipinto, lei aveva messo il sole, l’erba, i fiori e anche un angelo custode, cambiando così l’immagine. Il disegno le aveva fatto scoprire che esistevano dei modi per prendersi cura di se stessa, aveva capito che aveva il potere di cambiare l’immagine. Un’altra paziente, presso il centro per due mesi, era anoressica e bulimica e in un primo momento non si aspettava molto dall’arte terapia; ma in seguito però si è dovuta ricredere per il grande beneficio che ne ha tratto, semplicemente dalla possibilità di esprimere i propri sentimenti su un foglio di carta. In particolare la giovane ricorda un esercizio della sessione in cui la terapeuta le aveva chiesto di disegnare tutti i diversi lati di se stessa, così come lei li vedeva. E in stile di cartone animato disegnò una decina di figure che corrispondevano a parti di sé che esprimevano i loro pensieri con delle vignette. Una di queste figure era chiusa a ciambella e corrispondeva al suo passato tormentato. Altre figure erano anch’esse disturbate. Ma quella al centro era diversa dalle altre, era atletica, sorridente e non troppo magra. Questa figura le fece molta impressione e mostrò la sua svolta e il suo cambiamento, che non era quello di essere magra, ma felice. La terapia l’aveva aiutata a scoprire la voce sana che lei non sapeva di avere. Forse in un futuro intraprenderà la professione di arte terapeuta.L’espressione di sé è il tema inconsueto del calendario del 2009 creato dalle donne che hanno frequentato le sessioni di arte terapia presso il centro Renfrew. Dal titolo “Esprimere la voce di dentro”, il calendario presenta una pittura per ogni mese accompagnata da un commento dell’artista. Molte immagini sono impressionanti. Una mostra una maschera rotta, al suo interno c’è la parola aiuto. In basso l’artista ha scritto che la maschera rotta rappresenta l’immagine distorta della sua autostima e del suo corpo. Un altro rappresenta degli abiti indossati. Sui jeans ci sono scritte le parole troppo grassa, intrappolata e arrabbiata. C’è anche un metro avvolto intorno ai jeans. Gli insights dei pazienti sono la prova che l’arte terapia li ha effettivamente aiutati a scoprire ed esprimere le loro emozioni. Un altro tipo di auto-espressione è il murales creato l’anno passato dai partecipanti alla sessione di arte terapia. Hanno dipinto un grande albero su un’intera parete e ognuno è stato libero di dipingere la propria foglia sull’albero. Ciascuno ha potuto così lasciare la sua traccia nel lavoro e questo secondo la Rosenberg fa parte del concetto di fioritura e di crescita nel recupero.

www.renfrewcenter.com

www.philly.com/community/pa/philadelphia/netimes



Ultimo aggiornamento ( martedì 07 aprile 2009 )
 
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