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USA: L'ARTE DI AIUTARE I BAMBINI A RISCHIO PDF Stampa E-mail
martedì 16 giugno 2009
 

U.S.A.

Chicago

L’arte di aiutare i bambini a rischio

Riassunto dell’articolo

di Letizia Star

A cura di Giulia Basili

Dario (il nome è stato inventato) era un bambino irascibile. Prima di entrare nell’associazione di arti terapie, questo inquieto bambino di 9 anni parlava a malapena, ma comunicava regolarmente la sua rabbia lanciando sedie a chiunque fosse nei suoi paraggi. Era debole in matematica e non era in grado di leggere per il livello della sua classe. Circa sette mesi dopo aver iniziato un programma individuale di arte terapia alla scuola pubblica di Chicago, Dario era stato in grado di mostrare con orgoglio alla sua arte terapeuta la pagella con buoni voti. L’associazione di arte terapia aiuta bambini e adolescenti a rischio di bocciatura o di abbandono della scuola, incoraggiandoli ad essere creativi e a comunicare senza pericolo i sentimenti ed emozioni. Usando l’arte terapia come mezzo di espressione e scoperta di sé, gli studenti possono aver un maggiore rendimento scolastico. L’associazione di arte terapia lavora per aumentare il livello di concentrazione, l’autostima e l’autocontrollo, come anche per migliorare le competenze interpersonali e disinnescare i sentimenti di rabbia. Quando Dario cominciò la terapia artistica aveva bisogno di tanta istruzione e la direttrice esecutiva del programma di sviluppo, G. Waldman (counsellor clinico professionale e arte terapeuta) descriveva la sua situazione familiare, con una madre in carcere a vita dal carattere talmente irascibile, che il bambino non era in grado di concentrarsi nel suo lavoro scolastico. Un giorno il maestro di scuola le chiese se poteva prendersi cura del bambino poiché aveva appena sbattuto il pugno contro un muro. La terapeuta prese un grande foglio di carta e chiese al bambino di disegnare o dipingere qualsiasi cosa volesse, tanto nessuno lo avrebbe visto. Il ragazzo disegnò immagini brutte e violente, liberandosi di emozioni intossicanti. Una volta finito il disegno la terapeuta gli disse di strapparlo. Il ragazzo si divertì a strappare il foglio e a mettere i pezzi in bocca masticandoli. I muscoli si rilassarono e divenne giocoso. Questa esperienza gli dette tanta forza e apprese modi alternativi per esprimere la rabbia. Si rese conto che poteva controllare il suo studio e comportamento. L’associazione di arte terapia è un’organizzazione no-profit, ed ha iniziato la sua attività nel settembre 2002 presso l’accademia Richard E. Byrd di Chicago. Ora il programma continua in altri istituti pubblici di Chicago ed ha aiutato circa 300 studenti entusiasti dei risultati. Il progetto nelle scuole prevede l’identificazione dei bambini bisognosi di aiuto, che vengono seguiti da arte terapeuti specializzati durante la giornata scolastica. Gli studenti sono stati aiutati soprattutto nell’espressività personale mediante il loro talento creativo che è fondamentale per costruire l’autostima.

L’idea di lavorare sulla frustrazione e la rabbia è venuta alla terapeuta Waldman quando, durante un viaggio a Gerusalemme, è rimasta colpita nel vedere la gente pregare al muro del pianto e questo ha permesso di creare una parete della frustrazione e della rabbia come aiuto terapeutico. La parete è così popolare che perfino gli studenti non iscritti all’associazione di arte terapia chiedono di utilizzarla. Spesso vengono ritratte le armi da guerra perché queste provocano rabbia. I bambini vivono in quartieri dove molti adulti possiedono armi, la maggior parte hanno visto persone colpite a morte, inclusi i parenti. Di notte sono spaventati dai colpi di arma da fuoco. Secondo i terapeuti è facile creare una “parete della rabbia e della frustrazione” in una classe o su una bacheca casalinga, basta trovare carta e matite ed evidenziatori. Questa parete è qualcosa che l’insegnante potrebbe facilitare a costruire. Le regole di base sono le seguenti:

-non firmare con il tuo nome o con il nome di qualcun altro

-niente parolacce

-rispetta il lavoro degli altri studenti.

È facile vedere il progresso degli studenti attraverso i loro crescenti contributi.

Un altro elemento interessante è vedere come tutti i bambini amino veramente creare i mandala. Prendono il foglio con il cerchio disegnato. Si parla del centro come luogo di tranquillità in se stessi. All’interno del cerchio essi dipingono tutto quello che possono controllare. Il mandala mostra con un’illustrazione tangibile che essi sono in grado di controllare qualcosa, che diventa ciò che loro sono. Ecco perché il cerchio è così importante, perché non ha né inizio né fine. Al di fuori del cerchio, invece, essi disegnano ciò che non possono controllare. Questo è ciò che li rende arrabbiati nel loro ambiente. I disegni includono lapidi, gang e visi rigati di lacrime.

Viene anche chiesto ai bambini quali siano le emozioni che mascherano. Spesso non possono essere tristi o impauriti perché mostrare di essere vulnerabili potrebbe metterli in pericolo. Allora viene loro spiegato di come tutti noi mascheriamo le nostre emozioni per superare la giornata e questo non è cosa negativa, solo bisogna averne consapevolezza. Quello di costruire maschere è un’attività che porta i bambini direttamente all’espressione dei loro sentimenti più nascosti. Viene chiesto agli studenti di scegliere un’emozione che nascondono di più e di riprodurre quell’emozione sulle loro maschere. Una ragazza aveva dipinto la maschera metà nera per rappresentare la rabbia e l’altra bianca per rappresentare il vuoto. Aveva poi dipinto i suoi occhi di rosso ad indicare la rabbia e la sensazione della fiamma che le suscitava.

In conclusione l’associazione di arte terapia di Chicago è presente con i suoi progetti in circa 30 scuole pubbliche. Arrivano sostegni e donazioni anche da parte di aziende che forniscono materiale cartaceo e tessuti. Gli studenti hanno costruito, ad esempio, delle sculture di autostima fatte di fogli di alluminio, nastri adesivi, pitture e decorazioni, dove all’interno hanno inserito parole di “bontà”. Queste sculture insegnano che nessuno può portar via ad un bambino la sua bontà interiore, qualsiasi cosa succeda all’esterno.

Link:

www.connectforkids.org/node/3729


 
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