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FRANCIA
ARTE TERAPIA, ARTE DI CURARE
di I. Frinquet
A cura di Giulia Basili
Recensione libro "L'art thérapie", Dr Jean Rodriguez et Geoffroy Troll. Ellébore Éditions
L’emozione e l’energia della creazione
In concreto, l’arte terapia estrae le sue virtù dall’emozione e dal processo creativo. Il lavoro si effettua individualmente o in piccoli gruppi. Un arte terapeuta è continuamente presente. Propone delle strategie e aiuta a scoprire i mezzi per affrontare il problema. Le tecniche del collage sono utilizzate spesso. “Le persone esprimono in primo luogo i loro problemi verbalmente. Ho la testa vuota, ho male alla pancia, ho un nodo in gola ecc. spiega G. Troll. In seguito cercano nelle riviste i simboli che li rappresentano e li dispongono con una gerarchia, ad esempio, più inquietanti al centro. In seguito, ogni problema viene isolato e si lavora con l’argilla o la pittura”. Un’altra tecnica utilizza la nozione di vuoto e la metafora del gioco simbolico. In quel caso “si chiede ai partecipanti di portare una scatola di cartone e di lavorare sull’esterno (prenditi cura di te). L’arte terapeuta, semi direttivo, domanda poi ai partecipanti di mettervi delle cose dentro. Chi vi mette dei cactus dovrà cambiare alimentazione…” G. Troll spiega ancora la tecnica del “campo di argilla” spesso utilizzata in seduta: i pazienti lavorano sotto un telo o con gli occhi bendati, senza vedere cosa realizzano. “Mi ricordo di un bambino nel reparto oncologico che ha dipinto la sua malattia e la possibilità di guarire in quattro sequenze. Il primo disegno rappresentava un bambino che piangeva con un immenso pallone sopra di lui. Il secondo, lo stesso bambino che sorrideva un poco e che aveva un ago in mano. Nel terzo, si vedeva il bambino che buca il pallone e nell’ultimo, il pallone era a terra e il bambino radioso e in stato di tregua dalla malattia!”
Anche le famiglie seguono le sessioni di arte terapia. “Ho appena ultimato un laboratorio con una famiglia ricostituita che stava imparando a convivere. Sono tutti venuti a fare un lavoro artistico in famiglia. Si trattava di lavori individuali che permettevano di fare delle scoperte reciproche e un lavoro in comune che avrebbero portato nella loro futura casa. Troll ha visto dei miracoli. Si ricorda in particolare di quella donna che lamentava dolori ginecologici costanti e che le era stata affidata da un ginecologo. Sua figlia era sterile, suo figlio aveva delle difficoltà psicologiche e il marito, uomo di successo, sempre al lavoro. La famiglia intera aveva seguito le sessioni di arte terapia per sei mesi per decidere finalmente di andare al ristorante insieme una volta al mese. Cinque anni più tardi, Troll incontra la sua paziente. È radiosa e sta per diventare nonna per la seconda volta…ma ha anche conosciuto dei fallimenti. Come quel giovane che avvicendava suicidi e soggiorni in ospedale psichiatrico. Le sue sessioni di arte terapia gli avevano fatto talmente bene che aveva preso un appartamento in città. E poi… “il suicidio lo aveva sopraffatto. Avrei potuto intravedere qualcosa, ma non si può essere una stampella perenne. Mi dico che comunque ha conosciuto qualche anno di benessere malgrado tutto…” L’arte terapia è ugualmente utilizzata prima o dopo interventi chirurgici seri o ancora per trattare choc emotivi forti, come attentati, ad esempio, o catastrofi naturali. Si utilizza allora in forma di esposizione verbale, permettendo così al paziente di esprimere le sue emozioni e di sviluppare delle strategie per gestirle e conviverci. L’arte terapia può essere efficace da quattro a sei sessioni, come psicoterapia breve, ma può anche durare tre o quattro anni.
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