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dal sito:
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AUSTRALIA
L'individualità
del Colore
di
E. Koch e G. Wagner
traduzione
di G. Basili
In
questo saggio cercheremo di trovare un metodo per conoscere più da
vicino la natura dei colori, la loro essenza e le singole leggi.
Leggi individuali? Il colore ha forse una sua propria volontà? Un
impulso verso la forma che nasce dal suo proprio essere? Per ottenere
la risposta a queste domande occorre adempiere ad alcune condizioni.
Per prima cosa dobbiamo imparare ad acquisire un senso oggettivo del
colore. In questo scopriamo che non è sufficiente semplicemente
liberare il colore da una sua particolare forma. È presto fatto!
Alla domanda seguente è infatti difficile obbedire: ed è che nel
momento in cui ci confrontiamo con il colore dobbiamo liberarci da
tutte le immagini mentali, dalle nostre simpatie e antipatie e dalla
nostra volontà di formare e costruire. In realtà dobbiamo evitare
di imporre qualsiasi arbitrarietà al colore, evitando al tempo
stesso uno stato d’animo indisciplinato e nebuloso. Il nostro
obiettivo è quello di essere completamente senza pregiudizi, senza
preconcetti, ma in uno stato di elevata consapevolezza e di speranza,
per ricevere la risposta alla domanda: in che modo possiamo seguire
un fenomeno, il colore, nei suoi passaggi osservabili, così da
raggiungere il segreto della sua forma? Solo nel processo di ripetute
auto-correzioni dell’esercizio possiamo sperare di giungere ad una
comprensione e conoscenza del colore. I risultati di questo metodo di
osservazione, tuttavia, sono di natura animica e verificabili solo in
questi termini. In ciò risiede la difficoltà, ma anche la grande
possibilità di effetti educativi terapeutici su noi stessi mediante
il nostro tentativo. Dobbiamo utilizzare un metodo rigorosamente
scientifico e avere a che fare anche con un punto di vista
psicologico. Non è diverso infatti il rapporto di ciascuno di noi
con il colore? Certo, finché la nostra vita dell’anima è
determinata da simpatia e antipatia. E ciò non rimanda forse ai suoi
diritti? Naturalmente, fintanto che vuole dare espressione unicamente
alla sua personalità creativa. Non sarà più così però nel
momento in cui scopre che il colore stesso possiede un’
individualità – tanto quanto un altro individuo; così come non si
può imporre la propria volontà ad qualunque essere vivente,
pensando di trovare se stessi riflessi nella sua personalità. Se
riusciamo a diventare un tutt’uno con il colore in modo da non fare
esperienza su di esso o attraverso di esso, ma in esso - sì
l’esperienza di noi stessi come colore - allora percepiremo
le forze di guarigione del colore stesso. Maggiore sarà lo sforzo
per raggiungere con successo l’altruismo e maggiore sarà l’evitare
l’auto-inganno. Qui l’obiezione potrà essere giustamente
sollevata: che cosa ne sarà dell’arte se lo studente non potrà
più seguire l’ispirazione della propria individualità creativa? È
proprio questa individualità creativa che deve prima essere formata
e addestrata, in modo da essere in grado di dispiegarsi liberamente –
vale a dire, di essere libera dalle rappresentazioni della natura e
libera dall’arbitrio soggettivo. Così come abbiamo dovuto imparare
il significato dei suoni, parole e concetti in modo da farci capire,
allo stesso modo abbiamo bisogno di educare i nostri sentimenti, ed
emozioni, di conoscere l’anima come fondamento della nuova
estetica, dell’espressione artistica adeguata ai nostri tempi.
L’individuo, le caratteristiche personali dell’artista saranno in
grado di svilupparsi più liberamente, sulla base di una simile
scuola metodica. Quindi prima di tutto sarà necessario cercare
l’essenza e il carattere dei singoli colori, per provare a renderli
visibili così come essi stessi lo desiderano.
Elementi
pratici – L’esperienza del colore può essere coltivata
mediante la pratica. Pertanto i seguenti esercizi non sono solo da
leggere, ma da fare e rifare e rivivere più e più volte. In seguito
potranno risvegliare una nuova fantasia creativa. Nell’avvicinarsi
ai colori cerchiamo di svuotare il più possibile la nostra
coscienza. Comunque ripetiamo spesso un esercizio, questo è il primo
passo. Solo così possiamo raggiungere una percezione pura del
colore, un’esperienza interiore che può essere verificata. Il
pericolo che un’esperienza una volta fatta diventi una fissazione è
grande. Dobbiamo mantenere il nostro giudizio così mobile da essere
pronti a correggerlo in ogni momento mentre si approfondisce la
nostra comprensione. Gli esercizi sono un allenamento dell’anima.
Appena scopriamo la vita creativa del colore notiamo che le nostre
stesse abilità creative crescono e che esiste una relazione segreta
tra l’elemento del colore e la nostra anima. Diventiamo consapevoli
che se abbandoniamo il nostro sé personale acquisiamo la realtà del
nostro vero essere. Con uno sforzo verso la totale apertura mentale
cominciamo ora gli esercizi, anche se potremmo sentirli come
familiari. Ogni cosa è nuova se facciamo l’esercizio in totale
consapevolezza. Gli esercizi seguenti sono lasciati come suggestioni
incomplete al fine di stimolare il lettore a provarli e praticarli
per se stesso.
Primo
esercizio – Giallo nel bianco, esempi 1,2,3
Come
primo esercizio dipingiamo un giallo chiaro su un foglio di carta
bianco. Proviamo a sperimentare l’opposizione tra questi due colori
come per sentire la loro reazione. Al momento il giallo appare sul
foglio precedentemente bianco neutro, quindi comincia un gioco di
forze in cui la tensione tra i due colori inizia a lavorare da sé.
Il bianco come colore gioca un ruolo reale e diventa evidente quando
ripetiamo lo stesso esperimento su un foglio colorato. Come si
relaziona il giallo con il bianco? Si sovraccarica? Si disperde? Si
riunisce all’altro? Si svincola? Consiglio di giungere ad una
decisione, cerchiamo di ammorbidire il bordo un po’ rigido, in modo
che vi sia una graduale transizione dal giallo al bianco. Ci
chiediamo se questo crei un rapporto più armonioso? Notiamo che il
giallo sembra simile ad un irraggiare. Si apre al bianco al quale è
collegato nella luminosità. Come se scorresse via diventa
percepibile il suo bisogno di rafforzare se stesso all’interno. Ne
risulta un chiaroscuro di giallo. Un processo dinamico di espansione
e contrazione in cui l’intera mobilità e luminosità del giallo
trova la sua espressione. Cerchiamo ora di portare queste forze in
equilibrio e in ordine.
(Diciotto
ulteriori esercizi compongono la breve introduzione al metodo di
pittura)
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