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L'INDIVIDUALITA' DEL COLORE PDF Stampa E-mail
lunedì 11 gennaio 2010

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AUSTRALIA

L'individualità del Colore

di E. Koch e G. Wagner

traduzione di G. Basili

In questo saggio cercheremo di trovare un metodo per conoscere più da vicino la natura dei colori, la loro essenza e le singole leggi. Leggi individuali? Il colore ha forse una sua propria volontà? Un impulso verso la forma che nasce dal suo proprio essere? Per ottenere la risposta a queste domande occorre adempiere ad alcune condizioni. Per prima cosa dobbiamo imparare ad acquisire un senso oggettivo del colore. In questo scopriamo che non è sufficiente semplicemente liberare il colore da una sua particolare forma. È presto fatto! Alla domanda seguente è infatti difficile obbedire: ed è che nel momento in cui ci confrontiamo con il colore dobbiamo liberarci da tutte le immagini mentali, dalle nostre simpatie e antipatie e dalla nostra volontà di formare e costruire. In realtà dobbiamo evitare di imporre qualsiasi arbitrarietà al colore, evitando al tempo stesso uno stato d’animo indisciplinato e nebuloso. Il nostro obiettivo è quello di essere completamente senza pregiudizi, senza preconcetti, ma in uno stato di elevata consapevolezza e di speranza, per ricevere la risposta alla domanda: in che modo possiamo seguire un fenomeno, il colore, nei suoi passaggi osservabili, così da raggiungere il segreto della sua forma? Solo nel processo di ripetute auto-correzioni dell’esercizio possiamo sperare di giungere ad una comprensione e conoscenza del colore. I risultati di questo metodo di osservazione, tuttavia, sono di natura animica e verificabili solo in questi termini. In ciò risiede la difficoltà, ma anche la grande possibilità di effetti educativi terapeutici su noi stessi mediante il nostro tentativo. Dobbiamo utilizzare un metodo rigorosamente scientifico e avere a che fare anche con un punto di vista psicologico. Non è diverso infatti il rapporto di ciascuno di noi con il colore? Certo, finché la nostra vita dell’anima è determinata da simpatia e antipatia. E ciò non rimanda forse ai suoi diritti? Naturalmente, fintanto che vuole dare espressione unicamente alla sua personalità creativa. Non sarà più così però nel momento in cui scopre che il colore stesso possiede un’ individualità – tanto quanto un altro individuo; così come non si può imporre la propria volontà ad qualunque essere vivente, pensando di trovare se stessi riflessi nella sua personalità. Se riusciamo a diventare un tutt’uno con il colore in modo da non fare esperienza su di esso o attraverso di esso, ma in esso - sì l’esperienza di noi stessi come colore - allora percepiremo le forze di guarigione del colore stesso. Maggiore sarà lo sforzo per raggiungere con successo l’altruismo e maggiore sarà l’evitare l’auto-inganno. Qui l’obiezione potrà essere giustamente sollevata: che cosa ne sarà dell’arte se lo studente non potrà più seguire l’ispirazione della propria individualità creativa? È proprio questa individualità creativa che deve prima essere formata e addestrata, in modo da essere in grado di dispiegarsi liberamente – vale a dire, di essere libera dalle rappresentazioni della natura e libera dall’arbitrio soggettivo. Così come abbiamo dovuto imparare il significato dei suoni, parole e concetti in modo da farci capire, allo stesso modo abbiamo bisogno di educare i nostri sentimenti, ed emozioni, di conoscere l’anima come fondamento della nuova estetica, dell’espressione artistica adeguata ai nostri tempi. L’individuo, le caratteristiche personali dell’artista saranno in grado di svilupparsi più liberamente, sulla base di una simile scuola metodica. Quindi prima di tutto sarà necessario cercare l’essenza e il carattere dei singoli colori, per provare a renderli visibili così come essi stessi lo desiderano.

Elementi pratici – L’esperienza del colore può essere coltivata mediante la pratica. Pertanto i seguenti esercizi non sono solo da leggere, ma da fare e rifare e rivivere più e più volte. In seguito potranno risvegliare una nuova fantasia creativa. Nell’avvicinarsi ai colori cerchiamo di svuotare il più possibile la nostra coscienza. Comunque ripetiamo spesso un esercizio, questo è il primo passo. Solo così possiamo raggiungere una percezione pura del colore, un’esperienza interiore che può essere verificata. Il pericolo che un’esperienza una volta fatta diventi una fissazione è grande. Dobbiamo mantenere il nostro giudizio così mobile da essere pronti a correggerlo in ogni momento mentre si approfondisce la nostra comprensione. Gli esercizi sono un allenamento dell’anima. Appena scopriamo la vita creativa del colore notiamo che le nostre stesse abilità creative crescono e che esiste una relazione segreta tra l’elemento del colore e la nostra anima. Diventiamo consapevoli che se abbandoniamo il nostro sé personale acquisiamo la realtà del nostro vero essere. Con uno sforzo verso la totale apertura mentale cominciamo ora gli esercizi, anche se potremmo sentirli come familiari. Ogni cosa è nuova se facciamo l’esercizio in totale consapevolezza. Gli esercizi seguenti sono lasciati come suggestioni incomplete al fine di stimolare il lettore a provarli e praticarli per se stesso.

Primo esercizio – Giallo nel bianco, esempi 1,2,3

Come primo esercizio dipingiamo un giallo chiaro su un foglio di carta bianco. Proviamo a sperimentare l’opposizione tra questi due colori come per sentire la loro reazione. Al momento il giallo appare sul foglio precedentemente bianco neutro, quindi comincia un gioco di forze in cui la tensione tra i due colori inizia a lavorare da sé. Il bianco come colore gioca un ruolo reale e diventa evidente quando ripetiamo lo stesso esperimento su un foglio colorato. Come si relaziona il giallo con il bianco? Si sovraccarica? Si disperde? Si riunisce all’altro? Si svincola? Consiglio di giungere ad una decisione, cerchiamo di ammorbidire il bordo un po’ rigido, in modo che vi sia una graduale transizione dal giallo al bianco. Ci chiediamo se questo crei un rapporto più armonioso? Notiamo che il giallo sembra simile ad un irraggiare. Si apre al bianco al quale è collegato nella luminosità. Come se scorresse via diventa percepibile il suo bisogno di rafforzare se stesso all’interno. Ne risulta un chiaroscuro di giallo. Un processo dinamico di espansione e contrazione in cui l’intera mobilità e luminosità del giallo trova la sua espressione. Cerchiamo ora di portare queste forze in equilibrio e in ordine.

(Diciotto ulteriori esercizi compongono la breve introduzione al metodo di pittura)

 
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