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Le nuove arti terapie. Percorsi nella relazione di aiuto. A cura di: Anna Maria Acocella, Oliviero Rossi

1250.213Contributi: Anna Maria Acocella, Silvia Adiutori, Fernando Battista, Franco Bonsante, Carlo Coppelli, Stefano Federici, Stefano Ferrari, Marika Massara, Fabio Meloni, Walter Orioli, Fabio Piccini, Cristiano Pinto, Silvia Ragni, Oliviero Rossi, Mariella Sassone, Gianluca Taddei, Caterina Terzi

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Presentazione del volume

L’arte terapia ha bisogno di arte terapeuti e gli arte terapeuti hanno bisogno di formazione. L’idea di un manuale di arti terapie nasce dall’esigenza, avvertita nei diversi ambiti applicativi del corpus disciplinare, di strutturare e formalizzare una quantità di contributi teorici, tecnici e metodologici che è rigogliosamente – ma spesso disordinatamente – fiorita nel corso dell’ultimo decennio.

Immagini primordiali

P1000626Maria Paola Spagliardi
Belle Arti – Maestro d’arte e ricercatrice

 

Da molti anni effettuo studi e ricerche nel campo delle terapie “alternative” che si basano anche sulla espressività dell’individuo.
Sono stata in Africa Occidentale, qui ho potuto incontrare i guaritori che praticano la medicina tradizionale. Parte integrante dei rituali sono anche la danza, la musica, i ritmi e le percussioni.
Il mio approccio è divenuto “antropologico”, e si dirige verso un’idea di arte “terapeutica” improntata sulla conoscenza e sperimentazione, ma anche sul confronto e sullo studio della multiculturalità.

L’UOMO GALLO

downloaddi Silvia Adiutori

Un film di Dario D’Ambrosi (2011)

Dario D’ambrosi non è solo un artista, scomodo e fuori luogo rispetto alle convenzioni teatrali, è anche e soprattutto il fondatore del cosiddetto “teatro patologico” strumento espressivo ti stampo psico drammatico che mette in scena il mondo interiore dei disabili fisici e psichici. Anche le comunità scientifiche italiane e americane hanno riconosciuto la valenza terapeutica dello psicodramma e il lavoro di D’Ambrosi come uno dei più importanti: elementi principali del lavoro teatrale che fa capo alla drammatizzazione del teatro patologico, campo di innovazione e sperimentazione continua, è il coinvolgimento del pubblico, l’interesse verso problemi sociali, la predilezione di un linguaggio ricco e colorato fatto non solo di parole ma di suoni, gesti, corpi, colori, musica.

LO STATO DELLA FOLLIA

chagallUn film-documentario sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

Recensione di Daniela Abbrescia

Presentato al Bifest di Bari lo scorso 19 marzo, dal giovane regista Francesco Cordio, “lo stato della follia” rappresenta una forma di denuncia sociale ma anche politica sulle condizioni degli ospedali psichiatrici giudiziari in Italia. Immagini forti, che narrano una situazione di vita, o piuttosto di sopravvivenza, all’interno di luoghi che non sembrano avere alcuna finalità terapeutica o riabilitativa.
La trama è intrecciata su due piani: uno racconta l’esperienza di un attore all’interno di un OPG, l’altro è più aderente all’esigenza di documentare e far emergere le storie personali dei detenuti.
Le narrazioni autobiografiche attirano l’attenzione degli spettatori costruendo una specie di rappresentazione teatrale che vede un personaggio, il malato mentale e criminale, muoversi nello sfondo dell’istituzione totale. L’aria che si respira ricorda le pagine di Asylums, e ci riporta indietro a quelle istituzioni di “cura” su cui tutto il panorama internazionale della medicina ha sempre discusso e si è trovato in disaccordo.

Arte contro

Di Silvia Adiutori

Il 23 marzo scorso si è concluso, con la premiazione dei vincitori,  il Concorso di Amnesty International che in questa IV edizione ha proposto il tema “Diverso da chi? Suoni, parole e immagini della discriminazione in Italia”, all’interno della campagna “Per un’Europa senza discriminazione”.  La campagna di informazione e di richiesta di intervento a governi, istituzioni e semplici cittadini si lega all’evidenza che ancora oggi, in Europa, milioni di persone vivono in condizioni di esclusione sociale, povertà, emarginazione, violenza, nella completa negazione dei propri diritti umani.