Un film-documentario sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari
Recensione di Daniela Abbrescia
Presentato al Bifest di Bari lo scorso 19 marzo, dal giovane regista Francesco Cordio, “lo stato della follia” rappresenta una forma di denuncia sociale ma anche politica sulle condizioni degli ospedali psichiatrici giudiziari in Italia. Immagini forti, che narrano una situazione di vita, o piuttosto di sopravvivenza, all’interno di luoghi che non sembrano avere alcuna finalità terapeutica o riabilitativa.
La trama è intrecciata su due piani: uno racconta l’esperienza di un attore all’interno di un OPG, l’altro è più aderente all’esigenza di documentare e far emergere le storie personali dei detenuti.
Le narrazioni autobiografiche attirano l’attenzione degli spettatori costruendo una specie di rappresentazione teatrale che vede un personaggio, il malato mentale e criminale, muoversi nello sfondo dell’istituzione totale. L’aria che si respira ricorda le pagine di Asylums, e ci riporta indietro a quelle istituzioni di “cura” su cui tutto il panorama internazionale della medicina ha sempre discusso e si è trovato in disaccordo.