Arteterapia e Neuroscienze

“Dalle immagini al corpo e viceversa passando per le emozioni. Simulazione incarnata e artiterapie”

 

“L’anima respira attraverso il corpo, e la sofferenza, che muova dalla pelle o da una immagine mentale, avviene nella carne” (Damasio)

La mente è una “realtà di confine” che emerge emerge tra l’organismo e l’ambiente, dal loro perenne e incessante incontrarsi sulla linea di un confine. La ricerca attuale nelle neuroscienze mostra che le esperienze traumatiche restano bloccate nelle aree inconsce del cervello. In caso di disturbi dissociativi, come nello stress post traumatico, il modo verbale non arriva a trattare la complessità dei sintomi ed è necessario ricorrere a un modo implicito.
La stimolazione simultanea delle aree somatosensoriali e/o visuali e delle aree motorie traccia un cammino verso le memorie implicite, cioè verso le memorie inconsce, risvegliandole.
L’esperienza artistica stabilisce un legame tra i gesti creativi dell’artista, rintracciabili nell’opera, e la ricostruzione che di essi compie lo spettatore attraverso il sistema dei neuroni specchio. La componente sensomotoria della percezione dell’immagine, insieme alla attivazione emozionale che essa evoca, permette a chi partecipa dell’esperienza artistica di vivere l’opera d’arte in una modalità “incarnata”.
La simulazione incarnata è quindi il veicolo delle esperienze proiettive, e perciò autoespressive e terapeutiche, che sono generate dall’esperienza estetica.

Gli artisti sono in un certo senso neurologi, che studiano il cervello con tecniche che solo loro hanno a disposizione”                                         (Semir Zeki – Pres. Soc. It. Neuroestetica)

La relazione di Rosella De Leonibus al convegno “Immagine Corporeità Creatività”, tenutosi il 17 novembre 2018 presso la Pontificia Università Antonianum di Roma

Redazione NuoveArtiTerapie
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