Gioco sonoro

Potenzialità del gioco sonoro con bambini con deficit visivo

A cura di Paolo Lipartiti

La presenza della minorazione visiva nei bambini induce ad una maggiore attenzione agli aspetti uditivi e tattili. La musicoterapia è fra le attività che possono essere particolarmente utili nel contribuire ad attivare o sviluppare alcuni funzionamenti che sono, o potrebbero essere, condizionati negativamente dal deficit visivo, riguardanti l’ambiente in genere ed in particolare “l’esperienza di sé con l’altro”.
La peculiare condizione che deriva da un deficit visivo, determina spesso comportamenti non immediatamente comprensibili da parte di una persona normovedente. Da ciò deriva la particolare utilità dello sperimentare in prima persona il funzionamento dei sensi dell’udito e del tatto, nell’esplorazione dell’ambiente e nelle relazioni interpersonali. Ciò facilita da parte del riabilitatore la comprensione di alcune reazioni e comportamenti del bambino e la creazione di una rappresentazione delle sue intenzioni. L’esperienza in Extra-Visual Training contribuisce quindi alla formazione di una teoria della mente dell’altro, utile alla relazione terapeutica, perché facilita nel riabilitatore atteggiamenti più spontanei, comprensivi ed empatici.
La strutturazione della stanza di musicoterapia, l’organizzazione e collocazione degli oggetti, la distanza interpersonale e fisica, l’uso della comunicazione non verbale, sono elementi dei quali si propone una opportuna modificazione, a partire dalle necessità specifiche di chi deve vivere questi contesti avvalendosi di modalità sensoriali alternative alla vista, al fine di consentire al bambino la creazione di un’immagine mentale unitaria dell’oggetto che sta manipolando, sia per poter utilizzare gli oggetti per gli scambi comunicativi all’interno della relazione con il musicoterapista.
Nel video abbiamo intervistato Valter Dadone è professore di musica e musicoterapista didatta, formatosi con il modello di Musicoterapia attiva Benenzon e con esperienze nelle applicazioni cliniche della musicoterapia. Ha affinato le proprie competenze riguardanti l’applicazione della musicoterapia alle persone con deficit visivo, sviluppando in particolare una metodica applicativa che tiene presenti le specifiche capacità percettive dei bambini non vedenti ed ipovedenti, per ciò che riguarda la comunicazione interpersonale, il rapporto con gli oggetti e con lo spazio, attraverso l’utilizzo dei sensi vicarianti del tatto e dell’udito. La sua competenza e sensibilità personali sono state potenziate da una formazione specifica in Extra-Visual Training. Valter Dadone è autore, insieme a Maria Luisa Gargiulo, del libro “Crescere toccando”, aiutare il bambino con deficit visivo attraverso il gioco sonoro. Uno strumento per educatori e terapisti

Redazione NuoveArtiTerapie
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