Mirrorless

mirrorless_31_aamoraLibro fotografico di Carla Cantore

Una bambina piccola piccola” è la fotografia di una bambina che ride sulla spiaggia tenuta dalle braccia forti del padre. Potrebbe essere la foto ricordo di ciascuno di noi, memoria di come eravamo felici e gioiosi nel mondo dell’infanzia. Poi accade qualcosa e la spensieratezza viene cancellata, svanisce il contatto con se stessi, fino a vivere in una propria realtà.

In questo libro le fotografie raccontano come la vita possa diventare oscura, senza desiderio alcuno, senza vitalità. In particolare racconta alcuni momenti di sei pazienti del Centro “G. Gioia”, che si trova a Chiaromonte in provincia di Potenza, dove si curano i Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso. Per loro Chiaromonte sembra un nome senza luogo perchè non vivono il paese, il territorio, ma solo le persone che abitano il Residenziale del Centro: pazienti e operatori.

Qui si vive in comunità, si condividono minuti, ore, giornate, mesi, affetti, speranze, paure, ricordi e desideri.

Qui tutto è avvolto da un’atmosfera lenta, scandita da regole, da riti e tempi dilatati.

Qui si apprende la consapevolezza: chi sono stato, chi sono e chi voglio essere…non sono solo corpo, solo mente, non sono solo il bravo figlio, solo la cattiva ragazza, solo l’inaffidabile moglie, solo la madre perfetta, “sono Io” e “sono come sono”… IO ESISTO!

In questo cammino alla ricerca di sè, si creano momenti di incontro con se stessi e con il proprio sentire come quando quel corpo denutrito incomincia a raccontare la percezione della sua emozione, del suo sentimento e dellaltro diverso da sè: “La soluzione Migliore per sentirci più Sicure era solo attraverso il Cibo, utilizzandolo in modo sbagliato, Isolandoci e Rifugiandoci in una realtà tutta nostra”.

La voragine nello stomaco non è una richiesta di cibo, si fa espressione di una invocazione evidente di amore, rappresenta una mancanza molto più profonda che necessita di un percorso terapeutico per giungere a riconciliarsi con .

In questo percorso in cui si sono messi a nudo con le loro fragilità, le loro ferite e i loro traumi, hanno avuto il coraggio di affrontare la paura di essere visti e riconosciuti. Hanno deciso di diventare espressione di coloro che decidono di affrontare questa avventura ma soprattutto di parlare a chi ancora non riesce ad avere la forza di affrontare questo disagio e di iniziare questo percorso.

Da chi ero e chi sono si arriva a chi posso diventare

Durante questo soggiorno di cura, forse per la prima volta hanno incontrato la mia macchina fotografica. Ho immortalato alcuni momenti della loro crescita interiore, ho cercato di raccontare e rievocare il sentire di chi vive una lotta per esistere, per riconoscersi, per essere considerati.

Mirrorless è un racconto per immagini di una metamorfosi emotiva e poi fisica, di chi inizia a provare amore verso se stesso guardandosi con occhi diversi, di chi diventa capace di elevarsi dal buio della propria sconfitta interiore verso una prima luce di speranza.

Redazione NuoveArtiTerapie
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