Praticelli in fiore

Di Virgilio Sieni

In scena la poesia del gesto, l’espressione intensa che si fonde in una coreografia essenziale ed intensa, che veicola emozioni profonde.
Signore sopra i 65 anni, che forse mai nella loro vita avevano calcato un palcoscenico, si trovano ad “abitare” uno spazio che da fisico diventa metaforico: a piedi nudi, un corpo vissuto e proposto con dignità, fierezza, con la forza della normalità e della vita che vi ha lasciato i suoi segni e la sua esperienza.
Ne sei catturato sin dai primi momenti e lo spazio-tempo si trasforma e diventa quello della narrazione: l’intensità delle espressioni, gesti, sguardi, la relazione che da fisica si fa simbolica ti porta ipnoticamente dentro. Le storie che queste signore intrecciano tra di loro diventano un racconto, nel quale ognuno può proiettare ciò che vuole, con l’allusività di una musica presente, continua ma discreta ed evocatrice.
E così sul palco del Centrale Preneste Teatro, con una pubblico numeroso, attento ed affettuoso, con quella giusta distanza tra chi esegue e chi “risuona”, si è svolto uno spettacolo discreto ma di grande qualità. Grazie a Virgilio Sieni, coreografo affermato a livello internazionale, assistito nella regia da Manuela De Angelis. E soprattutto grazie a queste signore che normalmente frequentano i Centri anziani di Roma che hanno saputo, con un laboratorio breve ma intensissimo, portare sulla scena l’energia, la forza e le capacità che non è certo l’età ad appannare.
Chiude lo spettacolo il breve monologo dell’unico uomo sulla scena, classe 1923, Unico di nome (e di fatto), che con il suo accento toscano e la spontaneità che potrebbe avere al tavolino di un’osteria, con tono dolce ed emozionato ci consegna un breve spaccato di tanti italiani che hanno attraversato il ‘900.
Mi sono molto più chiare ora, le parole di presentazione di “Praticelli in fiore” di Virgilio Sieni,:

“Mi rivolgo ad alcuni abitanti di questo territorio, per intraprendere insieme un gioco fondato su azioni coreografiche che intendono sprofondare nella natura del gesto
come un dolce, o amaro, viatico all’incontro col corpo. Partendo dalle loro tracce, nei pensieri, nelle posture, nei gesti, nei margini e argini silenziosi, ma a volte urlati,
nelle declinazioni dinamiche del corpo tra narrazione, storia e urgenza di apertura, cercheremo di dar vita ad un ciclo di apparizioni fantastiche che guardano ad un
passato urbano fatto di radure e prati, che si intravedono solo nelle tracce del corpo e nel desiderio di apertura.”

Il progetto, che fa parte del più ampio progetto internazionale Arte del gesto nel Mediterraneo, è stato ospitato negli spazi di Centrale Preneste Teatro per le nuove generazioni – diretto da Ruotalibera Teatro e realizzato in collaborazione con il Municipio Roma 6 e coinvolge gli over 65 che partecipano alle attività del teatro e dei Centri anziani municipali.

Redazione NuoveArtiTerapie
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