… Quando l’immobilità crea. Cosa?

… Quando l’arte trasforma. Chi?  

Di Anna Maria Acocella

 

Che cos’è una performance? La performance è un’espressione artistica nata a metà del ‘900. Non è un dipinto, una scultura o una qualsiasi forma d’arte comune, ma un’azione, un movimento che l’artista crea davanti al un pubblico proprio come avviene a teatro: divenendo in tal modo attore, scenografo, sceneggiatore ed ideatore della sua stessa opera.
La grande artista serba Marina Abramovic, incontrastata regina della performance-arte, dall’inizio della sua carriera ha utilizzato il suo corpo come materia artistica; traumatizzante e di forte impatto emotivo, ha infranto i modelli tradizionali delle arti visive.
Fra le sue diverse opere, The artist is present, può essere considerata la tappa più importante della sua vita.
E’ la stessa Abromovic a dichiarare: quello che posso dire è che questa performance mi ha cambiata a livello profondo; per me può solo avvenire che il mio lavoro cambi la mia vita e non l’opposto. (…) l’aspetto interessante della situazione è che il pubblico osserva se stesso e l’osservatore diventa osservato (…) dobbiamo esplorare altri modi di comunicare (in Dr. Abramovic, a cura di Francesca Baiardi, pp. 96, allegato al dvd Marina Abramovic: The artist is present, 2012, Feltrinelli Real Cinema. Nessuna scenografia, nessun allestimento e niente oggetti alle pareti. Veramente un rigoroso essenzialismo della rappresentazione, la sola “presenza”.

La personale al MoMA di New York, avvenuta dal 14 marzo al 31 maggio 2010, durante tutta la durata della quale l’artista stava immobile, in silenzio, seduta davanti a un tavolo per molte ore al giorno. Incontrare lo sguardo del suo silenzioso interlocutore, che come in un solenne rituale, le si avvicina lentamente e le si siede di fronte, per tutto il tempo che desidera, diventa un dialogo silenzioso, intenso, a volte commovente che non lascia indifferenti, diventa l’arte “presentata” e non “rappresentata”. L’artista diventa opera d’arte, assoluta. In questo processo l’artista include il pubblico, l’altro, e nel suo osservarlo, induce l’altro a osservar-si. Ed è in questo incontro che la sua opera può esistere.

Artur C. Danto, autore di uno dei testi critici nel catalogo della mostra al MOMA, afferma che nella performance di Marina Abramovic, The artist is present, emerge il riferimento a Nietzsche e alla sua Nascita della tragedia: attraverso questo allestimento, Marina avrà inavvertitamente ricreato la scena primordiale descritta da Nietzsche nella Nascita della tragedia, dove un membro di un gruppo è posseduto e diventa un eroe, trasformando così tutti gli altri in un coro…..
Le parole di Nietzsche stesso nel libro citato confermano, infatti, la attinenza di questa riflessione: (…) nulla è più sicuro del fatto che il poeta è tale solo quando è attorniato da persone che vivono e agiscono davanti a lui e delle quali egli scruta l’intimo essere. E ancora: per il vero poeta la metafora non è una figura retorica, bensì un’immagine sostitutiva che gli si presenta realmente, al posto di un concetto. (…) basta avere la capacità di restare in continua osservazione di un gioco vivente e di vivere costantemente attorniati da schiere di spiriti: ecco come si è poeti. Basta avvertire lo stimolo a trasformare se stessi e a parlare attraverso altri corpi e altre anime. Così si è drammaturghi. Così si è presenti. E oggi, a distanza di tempo, la stessa artista in un’intervista rilasciata a La Repubblica afferma: “Sono felice e la mia felicità non viene dai riconoscimenti… È una felicità che non dipende dalle persone intorno a me. Viene da una profonda trasformazione interiore, cominciata un paio d’anni fa dopo la performance al MoMA”

MARINA ABRAMOVIC – THE ARTIST IS PRESENT

Redazione NuoveArtiTerapie
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