Una giornata con Le nuove artiterapie

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(Nella foto: Prof. E. Gattico, Prof. O. Rossi, Dott.ssa A.M. Acocella e Dott.ssa M. Massara)

Edoardo Brutti


Il 16 maggio 2013, si è tenuto presso la prestigiosa sede dell’Auditorium della Pontificia Università Antonianum, una giornata di studi dal tema: “Le nuove arti terapie. Percorsi nella relazione di aiuto.”, organizzato dalla Rivista Nuove Arti Terapie e dall’Associazione Europea per le Artiterapie.
Sono state presentate dai relatori riflessioni ed esperienze accumulate nel corso degli anni che delineano le nuove possibili frontiere dell’arte terapia, contenute all’interno del libro omonimo “Le nuove arti terapie. Percorsi nella relazione di aiuto,” edito da Franco Angeli, a cura di Anna M. Acocella e Oliviero Rossi, al quale la giornata di studi si è ispirata.
Ha aperto e coordinato i lavori la Dott.sa Anna Maria Acocella, che fornendo chiavi di lettura e spunti di riflessione, ha ben modulato e correlato gli interventi che gli autori/ relatori hanno proposto.
La struttura seguita e proposta dalla dottoressa ha ricalcato la costruzione del libro che è diviso in 4 aree: 1. Immagine foto e video, 2. Teatro, musica e danza, 3. Arte plastica e visiva 4. Scrittura e poesia, rappresentate, in parte, nei diversi interventi.
Ha aperto la giornata il prof. Emilio Gattico che ha introdotto il tema delle arti terapie da un punto di vista filosofico/epistemologico fornendo una lettura storico analitica dell’utilizzo della produzione artistica come mediatore nella relazione.
La giornata è entrata nel vivo con l’intervento del prof. Oliviero Rossi direttore della rivista nuove artiterapie e del Master video,fotografia, teatro e mediazione artistica nella relazione d’auto, giunto alla sua 5 edizione, dal titolo: Sogno o son desto? Il metodo del Videodream in cui ha esposto il lavoro con i sogni attraverso l’utilizzo dell’immagine video. La particolarità di questo intervento è stata quella di fornire alla platea un “assaggio” delle possibilità connesse a questa modalità di lavoro anche attraverso un breve, simpatico, esplicativo filmato da lui commentato. L’autore/ relatore ha permesso al pubblico di gustare l’atmosfera e le alchimie tipiche del sogno, facendone intravedere le potenzialità. E le molteplici articolazioni.
Le arti coreutiche musica e teatro, (che da programma dovevano essere rappresentate dalla dott.ssa Silvia Ragni, che non è potuta intervenire per esigenze lavorative) sono state invece delineate da dott. Gianluca Taddei che con il suo intervento: In principio era l’arte: la musica terapeutica, ha offerto un’esperienza musicale e visiva, attraverso l’uso di un filmato, che ha permesso di cogliere l’intensità e l’efficacia della musica come mediatore nella relazione di aiuto.
La Dott. Marika Massara ha invece presentato, all’interno della stessa area, il suo lavoro: Dentro le sbarre: la libertà di fare. Tecniche teatrali in carcere. Il suo intervento ha ben sottolineato l’importanza che l’uso delle arti terapie ha in una istituzione così peculiare come quella della detenzione carceraria. L’ autrice ha delineato come l’uso delle arti terapie ed in particolare del laboratorio teatrale, permette al detenuto attraverso l’uso di tecniche espressive, di riappropriarsi di una parte della propria vita.
Dopo una breve pausa la giornata è continuata con due interventi della dott.sa Mariella Sassone, che ha narrato, l’importanza della scrittura come composizione e narrazione di sé, attraverso il suo contributo Era una notte buia e tempestosa..Considerazioni semiserie sull’uso della scrittura come mediatore artistico e del dott. Cristiano Pinto che ha illustrato brevemente alcune delle caratteristiche e delle finalità che l’ uso del video partecipativo ha in diversi contesti socio-educativi.
La giornata è poi proseguita con i due ultimi interventi. Il primo rappresentativo delle arti plastiche, presentato dal lavoro della dott.sa Silvia Adiutori che con il suo contributo Fare e disfare con le immagini, Dal frammento al racconto: l’uso del collage nella relazione di aiuto, ci ha condotto nel mondo articolato delle arti plastiche utilizzate anche in contesti psichiatrici. Attraverso immagini, racconti e suggestioni, l’intervento ha ben delineato la tecnica del collage come forma di auto-rappresentazione, che diventa possibilità di raccontarsi attraverso frammenti di immagini.

(Nella foto Prof. S. Ferrari)

(Nella foto Prof. S. Ferrari)

L’ ultimo contributo è stato quello proposto dal prof. Stefano Ferrari, dal titolo: Segni grafici come cura, Scrittura e terapia, che ha approfondito con un intervento ben articolato il tema e le origini dell’utilizzo della scrittura come forma di cura, tratteggiando senso e significato che questa forma primordiale di cura sia legata al piacere e alla possibilità di raccontarsi, anche nelle infelicità della vita.
La giornata si è conclusa con alcune riflessioni di sintesi della dott.sa Acocella che si è congedata dal pubblico con i versi di una poesia, presente nel libro, del dott. Fabio Meloni, e con alcuni interventi dei partecipanti che hanno voluto restituire, con brevi commenti, la vivacità e l’intensità dei percorsi proposti.
Sicuramente di spessore e di valore è stato l’ impegno dei relatori nel proporre, oltre che il proprio lavoro e le proprie riflessioni, un assaggio delle modalità e delle varie possibilità che l’arte terapia contempla; non è un caso se due parole sono riecheggiate spesso nella sala: “creatività” intesa come possibilità infinite e non definibili di entrare in relazione creativamente con l’altro e “bello” come qualità di un sapore che ha a che fare, non tanto con la performance o con una categoria astratta, quanto con la possibilità di espressione di sé, in modalità diverse da quelle alle quali siamo abituati. Queste due parole mi sembra riassumano bene quello che il nuovo dell’ arte terapia ricerca e propone; cioè nuove strade, nuovi ponti, che permettano di entrare in relazione con l’altro.
D’altra parte l’intero intento della giornata e del libro, come a più riprese è stato sottolineato, è stato quello di presentare, nell’ambito della relazione di aiuto, strumenti capaci di evocare suggestioni utili per il lavoro degli arte terapeuti, ma anche uno stimolo che metta in moto la curiosità e il desiderio di esplorare nuove possibilità per il lettore e l’ascoltatore che per la prima volta, si accosta alla dimensione delle arti terapie. Suggestioni e curiosità che mi sembrano siano state pienamente soddisfatte vista la chiarezza e la puntualità con le quali sono stati presentati gli argomenti e il successo e l’apprezzamento riscontrato attraverso i feedback e i commenti della platea.

Redazione NuoveArtiTerapie
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