Unbreakable – Voci indistruttibili dopo la violenza.

Grace Brown - Unbreakable

Grace Brown, studentessa americana della School of Visual Art di New York ha realizzato il progetto fotografico “Unbreakable”, rivolto a vittime di molestie e violenza sessuale.
La ragazza, anche in seguito a un’esperienza personale, ha maturato la convinzione che una grande percentuale di abusatori non è mai denunciata né trascorre dei giorni in carcere.
L’idea principale è che durante un atto di violenza si pronunciano delle parole che costituiscono un vero e proprio trauma, una traccia che permane nella memoria di chi subisce tali atti, un ricordo che riaffiora nel corso del tempo e spesso ostacola il percorso terapeutico.
Grace ha chiesto ad alcune persone che avevano subito una violenza sessuale di scrivere su un cartello bianco, usando un pennarello nero, la frase detta più spesso dall’aggressore, che probabilmente era rimasta molto impressa. Dopo averla scritta, ciascuno si faceva fotografare mentre reggeva il cartello, qualcuno si nascondeva dietro di esso, ma tanti altri mostravano il volto scoperto.
Dopo una raccolta iniziale, ha messo le prime foto su un blog, non immaginando quanto potessero diventare potenti queste immagini e quante persone avrebbero cominciato a scriverle, chiedendo di essere fotografate o di pubblicare la propria fotografia. Alcune di queste persone, non avevano mai parlato della loro esperienza, ma leggendo i racconti degli altri hanno trovato il coraggio e la forza di parlare di sé.
Mettendo per iscritto queste parole che hanno causato tanto dolore, rabbia e vergogna, i “sopravvissuti” (lei definisce in questo modo le vittime di abuso), possono riappropriarsi di questi contenuti portandoli fuori di sé, in modo visivamente percepibile. Attraverso la condivisione dell’esperienza con tante altre persone, è possibile ridimensionare chi ha pronunciato queste frasi, muovendo un piccolo passo verso l’elaborazione dell’evento traumatico.
L’enorme quantità di persone che hanno cominciato a scriverle, ha attivato nella Brown l’ipotesi che Unbreakable possa dare avvio anche a un servizio di counseling gestito da professionisti, che possano supportare psicologicamente chi ne fa richiesta.
E’ interessante notare come la fotografia, unita alla scrittura, possa costituire un efficace strumento per condividere delle esperienze così dolorose. La mediazione artistica è utilissima, spesso fondamentale per far emergere dei pezzi di vita troppo difficili da esprimere con le parole. Nell’ambito di questo progetto, l’immagine è utilizzata dalle persone abusate come strumento comunicativo, che imprime all’esterno una traccia del sé da cui ripartire per integrare le altre parti che abitano il loro mondo interno.
E’ facilmente comprensibile come il lavoro, ideato con uno scopo prevalentemente artistico, sia stato inevitabilmente arricchito da una fortissima connotazione terapeutica e abbia ricevuto una risonanza così importante.

Daniela Abbrescia

Redazione NuoveArtiTerapie
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